CENNI STORICI DI STUPINIGI – 11° puntata

CRONACA STUPINIGI – CENNI STORICI
Anno LXXII 7 luglio 1984
Stupinigicenni storici (11° puntata)

Fin dal 1740 fu iniziata la costruzione di nuove strade o rotte di caccia mediante atti di permuta, acquisti di terreni eseguiti dal Regio Patrimonio nell’interesse della Magistrale Commenda di Stupinigi, da «particolari» (= proprietari) aventi beni nei territori circondanti la Commenda stessa. Gli affittuari dei poderi di Stupinigi ed i relativi massari per il medesimo motivo furono per l’eccezionale esproprio indennizzati con l’aggiornamento del canone annuo e giusto compenso ai secondi per i danneggiati raccolti. Non mi risulta che esistessero speciali leggi sulla espropriazione pubblica per le permute e gli acquisti delle aree e dei terreni; bastava un Ordinato Regio con l’obbligo probabilmente sancito da norme legislative di compensare adeguatamente gli interessati.

Quasi contemporaneamente furono costruiti i primi ponti in cotto ed aumentati man mano che l’arteria stradale si ampliava e prendeva il suo normale sviluppo.

Venne deliberato su disegno Prunotto l’impianto della muraglia di recinzione del Parco, i cui muri furono coperti nel 1750 da lose o lastre di pietra, quasi sempre di Cumiana, fornite dal piccapietre (scalpellino) Battista Rosazza già ricordato tra coloro che lavorarono per tanti anni attorno alla ‘Palazzina di Stupinigi e sue dipendenze.

Il distretto di Caccia si estendeva su proprietà private danneggiandole molto dai cervi e questo fu motivo per i proprietari di esse a cederle alle Regie finanze magari a giusto prezzo.

In base ad istruzioni dell’architetto Prunotto delli 24-8-1754 si ordina di rendere continuativo fino a Torino lo Stradone Reale (Viale); si ordina la misura dei terreni da stralciare ed il pagamento dei ‘medesimi ai privati a prezzo d’estimo. Seguono incontri e deliberazioni. In data 1-11-1754 viene firmato l’atto di sottomissione con cauzione dall’impresario Giovanni Vigliani appaltatore per la costruzione dello Stradone Reale dalla Campagna di Mirafiori alla Generala e da questa fino a Torino. Sul torrente Sangone esistevano due alvei, quindi fu necessario costruire due ponti in legno per raccordare il Viale con Stupinigi.

Regio Viglietto di S.M. Re Vittorio Amedeo III autorizza l’acquisto del podere Ceppea al prezzo di 75.000 lire. L’atto viene redatto il 18 ottobre 1786. La vendita è fatta dai sigg. Conti Gaspare Giuseppe e Cavalieri Filippo e Giacomo tutti Bibò di Praly. La Cascina Ceppea detta anche Marola era della superfice di giornate 271 tav. 40 P. 48 distribuite nei territori di Candiolo e Rivalta, Comune quest’ultimo che aveva a quell’epoca una circoscrizione molto diversa e più ampia dell’attuale, fino a raggiungere Pinera e Parpaglia.

L’ultimo acquisto effettuato il 9 giugno 1790 prima della caduta della Monarchia Sabauda e prima della svendita rivoluzionaria, fu quello di Pignera (Piniera) sita nei territori di Candiolo e Rivalta di Giornate 160 Tav. 17 Piedi 9 dal Marchese Scarampi di Pruney, al prezzo convenuto di lire 50.000; comprendeva la Piniera Vecchia con Cappella funzionale e a quell’epoca attigua alla Pinera Nuova. Accanto ad esse c’era ancora la Piniera Piccola (poi casetta per la guardia forestale) appartenente ai ‘Carmelitani dì Vinovo. L’Ordine iniziò trattative di acquisto, ma esse non ebbero esito positivo. L’acquisterà poi dopo la restaurazione Sabauda da altro proprietario subentrato ai Frati. Con tale acquisto viene ampliata e completata la fitta rete stradale di tutto l’intero distretto dicaccia precisamente come si trova attualmente; ‘una carta della fine del 1700 ne dà conferma.

In seguito all’invasione francese del Piemonte del 1796 si procedette in breve alla rapida svendita di quasi tutti i poderi menzionati. Da vendere rimasero (dopo la cessione per breve tempo al cittadino Francesco Antonio Gurda) Stupinigi Palazzina, Cascina con Vico Manino, il Castello di Vinovo con mulino e quattro poderi due dei quali sono tuttora dell’Ordine Mauriziano.

L’Ordine fu sciolto e i pochi epigoni dei suoi Cavalieri, seguendo il Re Carlo Emanuele IV si trasferirono in Sardegna dove si trattennero fino al 1814, anno in cui rientrarono in Piemonte e l’Ordine Mauriziano fu ricostituito.

 

Postilla:
Con questa puntata termina la preziosa e solerte collaborazione al nostro Bollettino, in campo di ricerca storica, del Cav. Bernardino Menso, già Economo Mauriziano a Stupinigi, che firmava i suoi articoli semplicemente: B. M.
Con profonda stima gli esprimiamo la nostra viva gratitudine, fortemente persuasi che questa sua fatica di ricercatore di cose storiche riguardanti Stupinigi, consegnate per la stampa al nostro Bollettino, sarà ancora utile per tanto tempo e per tanta gente.

Il Curato di Stupinigi con tutta la Comunità Parrocchiale: Don Michele Banchio

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